
Nel corso dei secoli decine di letterati, tra cui Ovidio, Plinio e Marziale, hanno tessuto le lodi dei vini abruzzesi, traducendoli in versi o romanzandone i fasti.
Narrazioni sui benefici per la salute, derivanti dal consumo di “rosso abruzzese”, fiorirono già migliaia di anni fa. La guarigione dei cavalli di Annibale dallo scorbuto nel 216 a. C. fu attribuita al Montepulciano d’Abruzzo decine di secoli prima che il “Paradosso francese”, in onda su CBS nel 1991, all’interno del programma “60 minutes”, parlasse delle qualità benefiche e salutari di un consumo moderato di vino rosso.
A seguito delle invasioni barbariche che, nel centro Italia, causarono la distruzione di un enorme patrimonio enologico, la vite tornò a fiorire per mano dei frati domenicani. Nel XV secolo Serafino Razzi scrisse del vino di Penne (una località situata a 10 Km da Loreto Aprutino): “Il paese e contorno è fertilissimo, e produce grano, vino prezioso, olio in grande abbondanza, e fichi, poponi, e di tutte l’arte sorte frutti […]
La veduta bellissima di monti, di valli e di mare” – da Serafino Razzi, Viaggio alla riforma d’Abruzzi